«Il denaro è un buon servo e un cattivo padrone.» (Seneca)
Dagli articoli precedenti dovrebbero ormai risultare chiare le opportunità
scaturenti dal mantenere la propria professione principale associando ad
essa un’attività di trading part time svolta in maniera imprenditoriale.
Per riuscire a scoprire le proprie potenzialità è inoltre indispensabile
preservarle, in particolare nella prima fase, quella in cui le perdite
possono procurare un forte stress emotivo e psicologico. Le chiavi del
successo di un trader part time sono essenzialmente tre:
È bastata una giornata assieme a Bruno Moltrasio per ritrovare il gusto di aspettare le divergenze e premere il grilletto. Il 30 settembre, infatti, seguendo il grafico del Dax a quindici minuti, ho cercato da subito il setup convincente. Verso le 11 il Dax incominciava per la prima volta a perforare la banda di Bollinger inferiore, dando vita ad un veloce movimento di rimbalzo ma non ho ritenuto opportuno prendere in considerazione questo trade semplicemente perché lo stocastico, pur essendo al di sotto del livello-soglia di 20 non stava segnalando alcuna divergenza con i prezzi. Anche senza considerare la divergenza sarebbe stata una classica entrata da manuale, ma noi vogliamo qualcosa di differente, per avere maggiori probabilità di riuscita. Il rimbalzo è durato fino alle 13.30 e misurando la lunghezza tra il minimo e il massimo di breve, ribaltandola al di sotto del minimo di giornata è stato possibile trovare un buon punto di entrata su una potenziale divergenza. Perché scelgo tale misura? Semplicemente perché sarà il primo profit target per gli scalper che prendono posizione short alla rottura del minimo di giornata. Verso le 15, ecco che le mie supposizioni prendono forma. Il Dax fa segnare un nuovo minimo, rompendo nuovamente la banda di Bollinger inferiore, lo stocastico, nonostante nuovi minimi sui prezzi, indica una tendenza rialzista e il profit target di 1:1 per gli scalper è
stato segnato e quindi adesso ci sono davanti a me tutti i motivi per
prendere posizione long sul Dax. Ma dove? Al superamento delle tre barre fuoriuscite dalla banda inferiore. Fortunatamente l’operazione non ci fa patire più di tanto e in tempi brevi ci proietta sulla banda superiore di
Bollinger dove prendo profitto, ringraziando la sorte per l’insperata
facilità con cui ho portato a casa il guadagno.
«In borsa imparate dagli errori altrui. La vita è troppo breve per
riuscire a commetterli tutti di persona.» (J.B. Quinn)
Il trading part time può a prima vista sembrare un esercizio semplice. Il
prezzo di uno strumento finanziario varia quotidianamente, scende e sale;
per far soldi basta dunque acquistare a un prezzo più basso e vendere a un
prezzo più alto: niente di più facile! Fino a qualche anno fa cimentarsi
nell’impresa era precluso a molti, a causa di ostacoli di tipo tecnologico
che la “rivoluzione di internet” ha ormai abbattuto. Oggi chiunque può
tentare di dar corpo a questa idea. E tuttavia, come spesso accade con le
idee troppo semplici, un conto è l’enunciato, e un conto è la realtà, che
di frequente ci forza a prender atto che la semplicità era soltanto
un’illusione.
Le evolventi paraboliche sono particolari linee curve, formulate sulla
base del principio matematico della parabola, che si presentano alquanto
efficaci nell’interpretare i trend dei mercati finanziari nel loro
trascorso storico nonché capaci di segnalare con altrettanta efficacia i
più probabili punti di inversione del trend, segnalati nello spazio prezzo
–tempo, nel prossimo futuro.
L’analisi chartistica non lineare costituisce un approccio di analisi
tecnica, ancora piuttosto nuovo, che manifesta una elevata capacità di
interpretazione e previsione dei trend in atto sui mercati finanziari e
conseguentemente sa segnalare con molta tempestività e con molto rigore la
loro interruzione.
Nel corso della mia carriera di trader, ho progressivamente perfezionato le mie tecniche di ingresso. I mercati sono cambiati e il trading, oggi, ha tempi più veloci. Non è invece cambiata la necessità di comprendere i mercati e definire un chiaro piano di trading. Sai che cosa fanno molti trader? Analizzano il mercato solo dopo aver fatto il trade. Troppo spesso, effettuano l’analisi quando il trade sta già andando contro di loro.
Massimi più alti e minimi più alti generalmente definiscono un movimento
dei prezzi “bullish”, cioè orientato al rialzo. Massimi inferiori e minimi
inferiori generalmente definiscono un movimento di prezzi “bearish”, cioè
orientato al ribasso. Le chiusure, invece, confermano o contraddicono il
movimento dei prezzi. Una chiusura che sia maggiore dell’apertura e che sia posizionata oltre la
metà del range (da massimo a minimo) della barra, e che si mantenga anche
al di sopra della precedente chiusura conferma il movimento di prezzo al
rialzo.
«Per la lucidità operativa è necessario essere dotati di tranquillità e
pazienza.»(W.D. Gann)
Nell’immaginario collettivo odierno il trader di successo è un giovane
rampante e frustrato che trascorre ore davanti alla tastiera carico di
adrenalina. Ora, fermo restando che esistono persone in grado di
realizzare costantemente guadagni rilevanti sui mercati finanziari, è
possibile conseguire performance interessanti anche affrontando il trading
nei ritagli di tempo, con un approccio più sereno e svolgendo
parallelamente un’altra attività lavorativa. Ovviamente non si tratta di
un scelta necessariamente ottimale per tutti, ma in base alla mia
esperienza posso dire che è certamente quella che meglio si adatta alla
maggioranza delle persone, comportando un basso grado di stress e la
possibilità di raggiungere profitti durevoli. Nella più parte dei casi le
due attività sono conciliabili e spesso vengono svolte entrambe con
maggiore entusiasmo.
Scarica gratuitamente, in formato PDF, l’e-book di Michele Maggi sulle tecniche di breakout. Pubblicato originariamente come dispensa della serie “Trading Toolkit Collection”, Le Tecniche di Breakout è stato
ristampato in formato pocket ed è ormai introvabile!
“La finanza è lo studio del denaro e di come esso violi le regole
della matematica e del buon senso”
-T. Grandon Gill
Uno dei motivi che mi hanno indotto a occuparmi di finanza e gestione del
risparmio è stata l’osservazione di una realtà ai miei occhi paradossale.
Ho incontrato decine di persone affermate nella vita che sono giunte al
successo e all’indipendenza finanziaria grazie al duro lavoro, al
sacrificio, all’impegno e alla professionalità con cui affrontano i
problemi quotidiani. Attraverso questa condotta riescono ad avere un
surplus finanziario e quindi delle risorse aggiuntive non necessarie per
la vita di tutti i giorni, che possono investire. Queste persone possono
quindi definirsi “ricche”, ossia hanno un bilancio personale in cui le
entrate passive (cioè entrate derivanti da attività che siano diverse dal
proprio lavoro) sono maggiori rispetto alle spese correnti. Le entrate dei
ricchi non derivano dal loro lavoro, derivano soprattutto dalle loro
attività: il business per i ricchi è quindi quello di generare attività.
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