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Spread Trading Cointegrato

Lo spread cointegrato, ovvero l’OverSpread, si basa sul concetto espresso diversi anni fa da due esimi matematici e premi Nobel ENGLE E GRANGER.
Loro ricercavano tra due serie di dati una funzione tale per cui, nel lungo periodo, le due serie storiche si muovessero o raggiungessero la stessa direzione o obbeittivo. Il loro concetto, preso a piè pari, è stato modificato solo per quanto riguarda il fattore temporale.

Noi trader non possiamo aspettare decenni per chiudere un trade ed è per questo che con un po’ di impegno e anni di prove abbiamo trovato la formula che riesce a trovare cointegrazioni anche a time frame orari!!

I risultati sono davvero incredibili e potete provarli in paper trading con BeeTrader, così come si deve fare con tutte le nuove discipline e trading system.
Il sistema si basa su poche ma precise regole e quindi toglie ansia e possibilità che l’oggettività possa creare “disturbi” ai risultati che si otterrebbero seguendo le regole.

Si vende o si compra la coppia solo quando si ha il 95% di probabilità che questa ci porti in guadagno e per farlo e seguirla per tutto il percorso, abbiamo creato delle finestre di visualizzazione molto semplici e a breve usciremo con un volume tutto dedicato a come noi, creatori del sistema, usiamo gli strumenti che vi mettiamo a disposizione.
Ben sappiamo che la maggioranza dei lettori vorrà fare lo spread con i soli sottostanti però vi diciamo che nel volume abbiamo anche voluto introdurre le opzioni in modo semplice perchè la combinazione OverSpread e Opzioni rendono veramente difficile poter perdere.

L’immagine che vedete si riferisce a OverSpread fatti con i titoli italiani a time frame 1 ora e come potete valutare, i risultati percentuali di guadagno ottenuto sono veramente alti. Unico neo i drawdown di alcune di queste coppie. Se pensate però, che se fossero stati eseguiti con le opzioni la massima esposizione sarebbe stata unicamente il premio speso. Questo rende l’overspread incredibilmente efficace per quanto riguarda il rapporto rischio rendimento.
Notate la colonna dello Standard Profit/Loss perchè è quella che da i risultati ottenuti senza ottimizzare le regole di acquisto/vendita e, contemporaneamente valutate la colonna Standard Bars in Market che da il valore in barre orarie del tempo che si è reso necessario per ottenere questi risultati. Quindi dove vedete 800 barre significa che per quel risultato si sono resi necessari solo 100 giorni!

Notate anche che il valore di cointegrazione avrebbe dovuto fare da filtro e pertanto tutti i valori di cointegrazione sotto lo 0,5 avrebbero scartato la coppia rendendo il test veramente efficace e remunerativo.

Credo che per avere chiaro il valore del trading cointegrato dobbiate valutarlo facendo voi la lista dei simboli che vorreste mettere a mercato e lasciare a beeTrader il compito di fare i calcoli.

Per questo motivo è possibile richiedere a Trading Library oppure a PlayOptions una prova gratuita di OverSpread.

Siete inoltre al webinar gratuito del prossimo 8 ottobre dal titolo “Le Opzioni e l’OverSpread”.

vi aspetto, Tiziano

Cointegrazione OverSpread

Cointegrazione OverSpread

Cointegrazione OverSpread

Cointegrazione OverSpread

S&P500 è ai massimi, festeggiamo?

L’S&P500 ha chiuso ai massimi di sempre: sono sicuro che i media stiano festeggiando alla grande. E io?Beh, hanno chiuso positivamente dello 0,18%, e sono appena sopra il range di lateralità. Dovrò aspettare che i mercati facciano un’altra manovra prima che cominci a festeggiare anche io. Non fraintendetemi, come trend follower non posso che compiacermi di nuovi massimi, ma aspetto ancora un po’: per ora non ho nessuno nuovo short.

Il Nasdaq ha avuto una giornata decente, guadagnando lo 0.40%: questo movimento lo avvicina timidamente ai massimi decennali.

IWM ha chiuso leggermente in rialzo, finora sembra stia riprendendo l’uscita da un Bowtie ribassista (1). Gli ultimi 2 segnali non hanno funzionato, quindi ora siamo al crocevia: speriamo che il terzo sia quello buono.
Speriamo, e lo sapete quanto odi questa parola per i mercati finanziari, che il rally negherà il segnale.

Se non conoscete il Bowtie, potete guardare questo mio video su YouTube (in inglese, NdR).

All’interno degli indici, le cose sono un po’ mischiate!

I Semiconduttori, che avevano una situazione per lo più positiva (anche se lateale), hanno perso quuasi il 2%.

Le Biotecnologie, che mi lasciavano delle perplessità, hanno guadagnato oltre il 5%.

La stessa cosa per le compagnie Farmaceutiche, che hanno guadagnato quasi il 2%.

I Metalli hanno raggiunto un leggero guadagno, abbastanza per tenerli verso i massimi di più anni, e l’alluminio continua ad essere il leader; l’Oro e l’Argento hanno avuto dei ritardi: credo che il bottom continuerà.

Le Energie hanno fatto nuovi massimi, e questa manovra li porta fuori dal loro range laterale di breve termine.

Molte altre aree, però, sono per lo più laterali: Lusso, Banche, Retail, Tabacco e altri ancora.
Quindi cosa facciamo? Non fraintendetemi, sono felice che l’S&P e il Nasdaq si stiano riprendendo, vorrei
solo vedere continuare il movimento. IWM rimane l’anello debole, a dire poco.
Scavando nei miei archivi di grafici tutta la notte, non ho visto nulla di cui tenere conto.

Il database ci continua a dire di aspettare per i nuovi setup: e basandoci su Mercoledì, ne sono felice.

Dave

Tom Petty aveva ragione

Mi ci sono voluti anni, tentando di trovare qualche occasione in condizioni che erano tutt’altro che ideali, per realizzare che a volte non fare nulla è la migliore occasione. Quando state scavandovi la fossa, buttate via la pala! Questo va contro la natura umana: se non ottenete risultati, solitamente, si lavora di più per rimediare. Se vi tirano un pugno, volete rispondere tirandone uno più forte, o sbaglio? Sfortunatamente la logica non si applica quando si tratta dei mercati.

Come ho scritto ne “Il trading azionario per tutti”, Tom Petty ha ragione “l’attesa è la parte più difficile.”.

Così come non ci si può aspettare di abbronzarsi quando non c’è il sole, non ci si può aspettare di avere un trend dove non esiste. L’S&P500 e il Nasdaq rimangono in una situazione di congestione/lateralità, mentre IWM è in una posizione negativa per l’anno.

Guardiamo un po’ il nostro “tabellone segnapunti”: l’S&P 500 ha avuto delle perdite ma è riuscito a recuperare fino ad arrivare ad una perdita di poco meno di 1/4. La sfortuna è che non hanno seguito
il movimento di Venerdì, ossia quello “va tutto bene, compriamo tantissime azioni”. L’unico risvolto positivo è che ci vorrebbe solo un giorno “decente” per farlo tornare ai massimi. Idem per il Nasdaq.

In ogni caso rimango dubbioso per quanto riguarda IWM, è sull’apice della formazione di un Bowtie (1) al ribasso, giusto dopo aver raggiunto i massimi assoluti. E, quel che è peggio è che quei massimi corrispondono con i picchi a Marzo. In altre parole, è un doppio massimo. Come ho detto in precedenza, questo è un segnale che spero non funzioni.

Con gli indici in leggera caduta, non ci sono molte chances all’interno.

Il settore farmaceutico presenta un doppio massimo; le Biotecnologie hanno avuto un piccolo stallo (anche se non si è verificato un doppio massimo).

I Semiconduttori rimangono in un trend rialzista di lungotermine, anche se attualmente sono in una situazione di lateralità.

Il settore del tempo libero sta formando un Bowtie, sembra essere sul punto di rollover. L’Oro e l’Argento, sono in una situazione strana: credo che un bottom sia in posizione: sfortunatamente, non risalirà molto presto.

Il resto dei metalli ha chiuso in maniera più forte, con l’Alluminio che ha guidato la rimonta: ha chiuso a livelli dei massimi multiannuali e rimane in un trend al rialzo molto forte

Le energie hanno chiuso leggermente al rialzo: rimangono in una situazione di congestione, ormai da quasi un mese.

Quindi che fare? Come sempre seguire il trend è importante e lunedì non ci sono state opportunità con i trend. L’S&P500 e il Nasdaq rimangono laterali. Riconoscere questo è la chiavi: visto che il medio termine è in una posizione laterale, non ci sono trend (al momento) da prendere. Quindi controllate molto bene che il vostro setup possa “sfidare la gravità”, altrimenti saranno dolori. Spero, e sapete quanto io odi usare questa parola per i mercati azionari, ci saranno dei miglioramenti presto: se non sarà così, guardando il Nasdaq e altri settori potremmo avere dei setup short. Nel frattempo l’Oro e l’Argento sembrano ormai nel punto più basso. Per quanto riguarda GDXJ (Market Vectors Junior Gold Miners ETF) potrebbe essere da tenere sotto controllo. Ma ricordatevi sempre che le commodities possono avere una strada molto rischiosa da percorrere.

Ricordate quanto ho detto all’inizio, non fare nulla potrebbe essere l’occasione migliore: fate “combattere” gli altri.

Vi scrivo esattamente come vorrei scrivere al Dave di 20 anni fa: cosa non sapeva che avrebbe voluto sapere? La risposta è che a volte bisogna saper attendere che il mercato venga da voi.

Aspettate.

Dave Landry

Lasciate da parte il vostro ego

Sembra proprio che gli indici stiano continuando a seguire questo brutto lunedì!

L’S&p 500 ha perso quasi i 3/4 di punto percentuale, anche se il trend rialzista rimane intatto: difatti, questo movimento sembra proprio cominciare la creazione del pattern TKO (Trend Knockout) (1). Per un punto d’entrata dovrebbe superare il massimo di martedì, più o meno a 1976.

Il Nasdaq ha avuto una caduta più forte: ha perso un punto e un terzo percentuale: anche se non è la fine del mondo, il movimento lo riporta al breakout di Marzo, verso 4370. Finora l’indice rimane in una posizione costruttive, ma è importante che questo livello tenga.

IWM rimane sempre il peggiore, perdendo un punto a un quarto: è il top di una perdita simile di lunedì, e non ha raggiunto i picchi precedenti, e sembra ci sia potenziale per un doppio top.

Le azioni con un alto momentum, molto speculative, hanno subito un duro colpo lunedì, ma martedì sembra si siano riprese. Alcune tra le più deboli, aree dubbiose come il reparto Aerospaziale/Difesa hanno cominciato a creare nuovi minimi.

Le banche hanno avuto una situazione di venduto abbastanza pesante: detto questo, non hanno fatto molti progressi in avanti negli ultimi 3 mesi.

Alcune aree, come le case farmaceutiche, che hanno raggiunto recentemente vecchi massimi, hanno avuto situazioni di ipervenduto. Quindi questo, come IWM, potrebbe essere l’inizio di un doppio massimo.

Le biotecnologie hanno avuto una situazione molto favorevole: questo movimento dopo lo slide di lunedì hanno avuto uno stallo vicino ai massimi precedenti; il settore dei Trasporti è stato colpito in maniera forte, ma ha avuto la forza di chiudere lontano dai livelli peggiori.

L’unica cosa che ha davvero brillato ieri è stat l’Oro (e l’Argento): hanno chiuso in maniera marginalmente rialzista ed entrambi sembrano aver cominciato la strada per un major bottom. Solo il tempo ce lo dirà.

Martedì ho detto che non ci si può aspettare troppo da un giorno brutto, ora ce ne sono stati due. Quindi? Un trend è fatto di giorni come questi, se però dovessero continuare, avremmo un top che si trasformerà in un trend ribassista con un confrontarci. Come sempre, prendete le cose un passo alla volta.

Cosa fare? Non prendete decisioni drastiche al primo segno di avversità: lasciate lavorare gli stop sulle posizioni esistenti, e siate sicuri che ogni nuova posizione che abbiamo nu potenziale sia la migliore in quel momento.
Come dico spesso, l’attacco è la miglior difesa e siate sicuri di aspettare il punto di entrata.
Lasciate che sia il mercato a decidere quando farvi uscire e su quali entrare: mettete da parte il vostro ego.

Buona fortuna con il vostro trading

Dave

Il mestiere di trader

Il trading è un mestiere tecnico che richiede disciplina. Non è diverso dalle altre professioni che richiedono una buona conoscenza e una discreta preparazione e, come in tutti campi, è necessario partire dalle basi per poi progredire verso conoscenze più complesse. Prima di tutto il trader che inizia l’attività nei mercati ha bisogno di accumulare esperienza sul campo, con strategie operative il più semplici possibili, andando poi a migliorare la propria attività con metodologie più complesse che richiedono maggiore abilità.

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I trend dell’oro

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Lo specialista del trading
autore:Guppy Daryl

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La regola generale nel trading e nell’analisi tecnica è di mantenere le
cose semplici. Più complicato è un grafico, maggiore sarà lo spazio per
gli errori e per le scuse per non avere assunto decisioni adeguate. Il
consueto grafico per visualizzare l’indice COMEX dell’oro mostra una
volatilità eccezionale e una rete di 4 linee di tendenza.

La linea di tendenza centrale comincia a formare il minimo nel luglio
2005. L’andamento del prezzo dell’oro è definito da una linea di tendenza
parallela superiore e da una inferiore. Inoltre possiamo inserire una
nuova linea di tendenza per tener conto dei recenti ribassi. Aggiungete
una linea di supporto vicino al valore di 780 dollari ed un’altra di
supporto a lungo termine vicino al valore di 690 dollari ed il grafico
diventa una rappresentazione confusa.

Il grafico a candele giapponesi contiene due pezzi di informazione
essenziali per le analisi.

Il primo è l’aumento della volatilità. I range di prezzo settimanali sono
aumentati significativamente, e ciò è indice di indecisione. Il secondo è
l’allargamento a ventaglio del modello, un segnale a lungo termine di
inversione di tendenza. La tendenza rialzista di questo modello si può
notare nell’Indice di Shanghai. Il grafico dell’oro mostra la tendenza
ribassista del pattern.
Immagine 4
Spostandoci verso l’analisi degli indicatori usando una visualizzazione
della GMMA si sviluppa un’immagine più chiara del comportamento del trend.
Il gruppo rosso delle medie mobili fornisce l’attività implicita degli
investitori. Questo gruppo ha ripiegato e ha iniziato a sviluppare una
compressione. Ciò suggerisce che gli investitori di lungo termine stanno
diventando venditori. Usano il rialzo del prezzo come un’opportunità per
chiudere in guadagno.

Il gruppo delle medie blu indica il comportamento dei trader. Ci sono tre
importanti caratteristiche. In primo luogo, questo gruppo è scivolato
sotto la GMMA di lungo termine per la prima volta dal dicembre 2003, il
che segnala un cambiamento molto significativo nel rapporto tra la
tendenza rialzista e la considerevole pressione ribassista.

In secondo luogo, i recuperi dei rimbalzi guidati dai trader sono
diventati più deboli. Ciò trova riscontro sulla GMMA, dove una trendline
ribassista è tracciata dai picchi di marzo ad ottobre nella GMMA di breve
termine.

In terzo luogo, il più recente rally di rimbalzo non è stato in grado di
elevarsi al di sopra della punta più alta della GMMA di lungo termine.
Questi sono tutti i classici segnali di fine tendenza. Sono discussi con
maggior dettaglio nel mio libro Trend Trading.

I trader che applicano l’analisi di divergenza dell’RSI noteranno un
segnale di divergenza a partire dal Novembre 2007 e confermato nel Marzo
2008. L’attività attuale dell’RSI funge da segnale di conferma di una
tendenza ribassista in via di sviluppo.

L’analisi della tendenza suggerisce una diminuita probabilità che
l’andamento di lungo termine dell’oro sia ancora rialzista. Il pattern
della volatilità dei prezzi indica che i trader possono anticipare qualche
rally veloce in direzione della resistenza in prossimità dei 920 dollari e
rapide ritirate in direzione dei supporti attorno a quota 780 dollari. In
ogni caso, questi movimenti dei prezzi si sviluppano entro l’ambito di
forti pressioni al ribasso. La decisiva conferma della pressione
ribassista è la chiusura per due settimane consecutive al di sotto del
supporto di 780 dollari. Ciò ha portato questa settimana ad una chiusura
settimanale inferiore a quella cifra, il che ha generato un target di
supporto di lungo termine attorno ai 690 dollari.

Il successo della tendenza rialzista è indicato da due chiusure
settimanali consecutive al di sopra della resistenza in prossimità dei 920
dollari.

Hedge fund (Quinta parte)

Il primo hedge fund è stato aperto nel 1949. Nel 1968 sono stati
registrati 140 hedge fund, mentre nel 1998 erano già 3.000 soltanto negli
Stati Uniti, con un capitale gestito di 800-1.000 milioni di dollari di
cui il 70% costituito da capitali presi in prestito.

Gli hedge fund gestiti negli Stati Uniti possono contare su un capitale di
un milione di miliardi di dollari, anche se questa non è una somma
particolarmente elevata rispetto a quella gestita dai fondi comuni
classici. Nel 1998 le banche commerciali avevano investimenti per 4.100
miliardi, i fondi comuni per 5.000 miliardi, i fondi pensione per 6.600
miliardi e le società di assicurazione per 3.700 miliardi. Sebbene possa
sembrare che gli hedge fund stiano prendendo piede nell’ambito del mondo
degli investimenti, il capitale complessivo gestito da questa tipologia di
fondi non è ancora paragonabile a quello gestito dalle altre forme di
investimento istituzionali più classiche.

Nel 2002, è stato stimato che sul mercato fossero disponibili oltre 8.000
hedge fund con un capitale gestito in media di 100 milioni di dollari.
Soltanto pochissimi hedge fund hanno un capitale gestito superiore al
miliardo di dollari. È evidente che anche il più capitalizzato degli hedge
fund risulta piccolo rispetto ai più importanti fondi comuni di
investimento classici.

Nell’ambito degli hedge fund c’è un turn over molto rapido. In alcuni
settori, la sopravvivenza è molto breve. In base ai dati riportati nella
tabella qui sotto, si vede che nel 1998 il 65% dei fondi macro è stato
costretto a chiudere.

Percentuale di sopravvivenza degli hedge fund dal 1994 al 1998
Immagine 7
Queste stime sono basate su dati forniti da MAR/Hedge. La fonte dei miei
dati è stato uno studio condotto da van Eyk, che a sua volta ha lavorato
su dati forniti da una ricerca congiunta tra il Ministero del Tesoro
americano, la Federal Reserve, la SEC e la CFTC.

Questi valori di mortalità degli hedge fund sono molto elevati rispetto a
quelli dei fondi comuni classici, anche se il fatto che un fondo venga
chiuso non vuol dire necessariamente che gli investitori hanno perso tutti
i loro soldi. In Australia ci sono alcuni fondi di questo tipo che vengono
comprati da altri fondi oppure semplicemente non raggiungono la massa
critica sufficiente per arrivare alla redditività. In questi casi i soldi
vengono restituiti agli investitori oppure investiti dai nuovi manager che
li hanno comprati. In certi casi però il fallimento di un fondo comporta
la perdita totale del capitale investito, in particolare se investito in
quei fondi che fanno massiccio uso dell’effetto leva, come i fondi macro.

Paradossalmente, l’alta percentuale di mortalità degli hedge fund può far
sembrare questa categoria meno rischiosa di quanto sia in realtà. Quando i
fondi vengono chiusi, automaticamente vengono eliminati dalle liste su cui
vengono calcolate le statistiche e questo comporta una massiccia
distorsione dei risultati delle performance di quei fondi che
sopravvivono. Ciò significa che analizzando i risultati ottenuti dai fondi
che sopravvivono per un periodo di tempo sufficiente, senza tener conto
invece di quelli che sono stati chiusi nello stesso periodo di tempo, si
osserva una volatilità apparentemente molto più bassa.

Questa distorsione positiva dei dati è sicuramente funzionale al marketing
che cerca di sostenere l’utilizzo di questi hedge fund a cui fa
sicuramente comodo dimostrare una volatilità e un rischio decisamente
inferiori a quelli reali e a volte anche a quelli di investimenti più
tradizionali. In realtà gli hedge fund sono una tipologia di investimento
estremamente rischiosa e non è assolutamente una buona idea investire una
percentuale troppo elevata del capitale di cui si dispone in strumenti
finanziari di questo tipo.

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L’approccio migliore per l’investitore retail per avvicinarsi agli hedge
fund è probabilmente quello di acquistare una quota di un fondo di fondi
hedge, che stanno diventando sempre più numerosi sul mercato. Questi fondi
comprano a loro volta quote in una moltitudine di hedge fund che
utilizzano strategie diverse e quindi verosimilmente ottengono anche
rendimenti scorrelati gli uni dagli altri. In questo modo, se dovesse
verificarsi un altro LTCM, non si rischierebbe di vedere andare in fumo
tutto il proprio investimento in una sola giornata.

Costituiscono un buon investimento? Non ne ho la minima idea. Vi
suggerisco di investire in questi fondi? Se ritenete che un portafoglio
con strumenti ad alto potenziale di crescita, ovvero investito al 100% su
titoli ad alto potenziale di crescita, sia qualcosa di cui non ci si debba
minimamente preoccupare, allora si può dare un’occhiata e forse decidere
di investire una piccola percentuale del proprio portafoglio in questi
strumenti. Partendo dall’ipotesi che se fosse vera la tendenza di questi
fondi a non essere correlati con la direzione del mercato, potrebbero
costituire una buona forma di investimento, personalmente preferisco non
toccarli, a meno di aver visto e analizzato in dettaglio la performance di
questi fondi di fondi per almeno qualche anno. Se riuscissero veramente a
dimostrare la propria neutralità rispetto alla direzione del mercato, non
avrei alcun problema a comprarli anche alla fine di un mercato toro, al
contrario invece dei fondi comuni classici sui quali è pericoloso entrare
proprio mentre stanno migliorando le pperformance. Ritengo quindi che non
ci sia alcun rischio di perdere il treno, al contrario invece di quello
che può succedere sui fondi classici di settore.

Attualmente gli hedge fund stanno rastrellando sempre più capitali e
attenzione da parte degli investitori di tutto il mondo. Gli investitori
sono stati abituati a ottenere rendimenti a doppie cifre ed è quindi
difficile accettare dei rendimenti a singola cifra come quelli previsti
dalla maggior parte degli analisti per il futuro e ritenuti poco
eccitanti. La società AXA si è presentata sul mercato con un nuovo
prodotto costituito da fondi di fondi hedge e lo stesso ha fatto anche la
Colonial First State. Deutsch ha già lanciato il suo nuovo fondo di fondi
hedge e ha un nuovo fondo long/short. Conosco diversi manager di società
minori che da qualche tempo offrono fondi di questo tipo. Leggendo su siti
dedicati agli investimenti, non passa giorno che non compaiano articoli
relativi a qualche fondo di questo genere che viene lanciato da qualche
società oppure che stiano valutando la possibilità di renderlo disponibile
in breve tempo. La società van Eyk, ha promesso di fare un’indagine
approfondita sugli hedge fund verso la fine dell’anno e non appena saranno
pronti i risultati ci sarà sicuramente parecchio movimento, anche in come
reazione al peso che van Eyk ha nel mondo dei fondi di investimento. Per
quanto ne sappia io, ASSIRT, sta già valutando l’idea di arricchire la
propria proposta con un fondo di fondi hedge e non conosco molto bene le
strategie di Morningstar’s in questo settore.

Ci sono altri problemi che riguardano gli hedge fund come per esempio i
rischi fiscali, i problemi legati ai fondi aperti nei paradisi fiscali
come le isole Caiman invece che in uno dei centri finanziari del primo
mondo. Sicuramente ci sono delle frodi e abusi fiscali contro i quali
probabilmente non ci può fare molto. Questa è infatti una delle ragioni
per cui di recente ho subito parecchi affronti su aus.invest da parte di
spammer che cercavano di promuovere degli hedge fund che costringevano gli
investitori a aprire conti in questi paradisi offshore.

Questi atteggiamenti comportano un aumento del rischio sul piano fiscale,
come capita spesso in questo genere di investimenti offshore. Naturalmente
sono stato accusato di essere ignorante, mentre al contrario si sosteneva
che questi fondi avessero delle ottime valutazioni persino da parte di
Standard & Poors. Bene, può darsi, ma considerato il fatto che in
Australia sono già disponibili moltissimi hedge fund, ritengo che il
livello di extra protezione offerto da società come AMP, AXA, Challenger,
Colonial First State, ING, Macquarie, MLC, Rothschild e Zurich, non sia
confrontabile con le proposte di questi spammer. Le società che abbiamo
appena citato spendono letteralmente milioni di dollari nel tentativo di
identificare i migliori hedge fund sui quali valga la pena investire
poiché potrebbero diventare loro stessi i veicoli principali di
convogliamento di denaro su questi fondi, con un interesse economico
stratosferico, sia in termini di commissioni che di performance da parte
dei gestori di questi stessi fondi.