Per comprendere il significato della frontiera efficiente dobbiamo fare un
passo indietro ed analizzare il comportamento di un portafoglio composto
da due attività finanziarie nel piano rischio/rendimento:
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Lezione 5 – Break Even Point (introduzione – prima parte)
In questa lezione affronteremo lo studio del cosiddetto Break Even Point
(letteralmente, “Punto di pareggio”) nei suoi principali aspetti. In
particolare, risponderemo alle seguenti domande:
Lezione 4 – Le medie (seconda parte)
In questa seconda parte entreremo nel dettaglio seguendo lo schema della
lezione precedente, vale a dire affrontando altri concetti legati alla
media aritmetica, ma sempre privilegiando il modo di “trasportarli” in
Excel. In particolare, cercheremo di dare una risposta alle seguenti
domande:
Lezione 3 – Le medie (prima parte)
Fermi: per favore, non rinunciate alla lettura di questa lezione!
Certo, qui parleremo della semplice media aritmetica (ben altre “medie” ci
attendono nelle lezioni successive…), ma vi assicuriamo che le varie
considerazioni affrontate vi saranno utilissime per rispondere ad alcune
domande, che qui di seguito riassumiamo in anticipo, al solo scopo di
trattenervi su questa schermata. Pronti? Dunque:
Perché si verifica una congestione?
La congestione è caratterizzata da un’area in cui i prezzi si muovono
lateralmente: i prezzi si muovono in una “trading range”. C’è una zona di prezzo di relativo “supporto”, e una zona di prezzo di relativa
“resistenza”. Queste zone possono essere individuate facilmente in
corrispondenza di un livello di prezzo che viene testato o avvicinato più di una volta.
Come gestire gli eventi imprevisti
Per investire in borsa è necessario avere una preparazione tecnica e
mentale che consenta di superare i momenti difficili. Qual è la nostra
reazione di fronte alle perdite o a posizioni che stanno andando male?
Siamo in grado di sopportare un loss molto maggiore di quanto avevamo
preventivato? Alcune volte infatti il mercato ci sorprende e ci spiazza
completamente. Nonostante gli studi accurati fatti prima di decidere di
aprire una posizione, può sempre capitare un fatto assolutamente
imprevedibile. Per chi opera a medio e a lungo termine può essere, ad
esempio, un’apertura con un forte gap che non consente un proficuo uso
dello stop loss anche se è stato impostato correttamente. Il salto della
quotazione fa sì che la chiusura del trade porti a una perdita maggiore di
quella preventivata o a un minore guadagno di quello che si pensava di
ottenere. Un caso interessante è riportato nella figura che segue.
Trader o investitore?
Il dilemma
È opinione comune che la principale differenza tra trading e investimento
sia dovuta alla durata di ogni trade. Il trader punta al breve termine,
restando in posizione per pochi giorni o settimane. L’investitore punta al
lungo termine, restando in posizione per mesi o anni. Questa definizione,
anche se popolare, è erronea e impedisce all’investitore di imparare dal
trader.
Il trading sui triangoli
I triangoli sono una formazione grafica molto interessante in cui i range delle barre diminuiscono progressivamente fino a un apice dal quale la quotazione fuoriesce spesso con un’esplosione. Perché si possa parlare di triangolo è necessario che le trendline che partono dall’apice siano toccate almeno tre o quattro volte. Si parla di triangolo simmetrico
quando le trendline hanno la medesima inclinazione, una positiva e l’altra negativa. Un triangolo invece è ascendente se la trendline superiore è
orizzontale e discendente se è orizzontale la trendline inferiore. Per una
migliore comprensione di questa figura tipica rimando alla quinta lezione
del corso di analisi tecnica di Maurizio Mazziero, che potete trovare su
questo sito.
Lo scalper guarda sempre e solamente il book?
Si pensa spesso che lo scalping sia indipendente dall’andamento intraday,
a medio e lungo termine del titolo: si può shortare tutta la giornata su
un titolo in trend rialzista che fa una performance intraday positiva e
andare long su un altro che invece ha un andamento di lungo termine
ribassista e che chiude negativamente. Ciò che conta sono i piccoli
rimbalzi sui quali lo scalper basa la propria attività. Ciò è vero solo in
parte. È impossibile avere successo in borsa senza avere almeno un’idea di
dove si trova, graficamente parlando, il titolo che si sta trattando.
Anche chi si affida esclusivamente al book per decidere le proprie
operazioni, almeno una veloce occhiata ai grafici daily la dà sempre. Un grafico daily infatti può fornire importanti segnali operativi anche a chi non lo usa come sua arma principale e anzi lo trascura quasi
completamente. Un significativo esempio è possibile osservarlo sul titolo Credem.
La preapertura e l’imbalance
La conoscenza del dato fornito dall’imbalance consente di operare in
preapertura partendo da una posizione nettamente avvantaggiata rispetto a chi non possiede questo strumento eccezionale. L’imbalance ci dice quante azioni rimangono ineseguite al prezzo di apertura. Vediamo un esempio:
