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Lezione 2 – Portafogli, indici e (semplici) calcoli

Dopo aver indicato alcuni concetti di base legati all’utilizzo di Excel
come ausilio alla comprensione di alcuni aspetti imprescindibili per
potersi affacciare ai mercati finanziari senza correre rischi inutili,
vediamo ora di fare qualche applicazione pratica che chiami in ballo la
schematizzazione vista nella prima lezione. Per facilitarvi il compito,
riportiamo nuovamente la tabellina. Chi, invece, non è ancora abituato
alla simbologia adottata, può
cliccare qui
per individuare la lezione citata.

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Indicazioni di trading fornite dai canali parabolici acuti (art. 9)

Indicazioni molto più precise di quelle che possiamo evincere dalla
formazione di canali parabolici ogivali, che, come visto nel precedente
articolo, definiscono una situazione di sostanziale indecisione e sono
come tali di difficile interpretazione, emergono dalla configurazione di
canali che vanno via via restringendosi con il passare del tempo e che
vengono per tal ragione definiti “acuti”.

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Strutture ogivali formate dalle evolventi paraboliche (art. 8)

L’analisi tecnica discrezionale in generale, e l’analisi chartistica non
lineare in particolare, dispiegano la loro elevata efficacia nel cercare
di interpretare il comportamento degli operatori attivi su un mercato
finanziario riuscendo a prevedere il prevalere della corrente rialzista ai
danni della corrente ribassista o viceversa e, conseguentemente, a
prefigurarne gli effetti.

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Canali parabolici paralleli formati da evolventi paraboliche (art.7)

Sebbene l’utilizzo di una sola evolvente parabolica dispieghi un’elevata
efficacia nell’evidenziare la formazione di zone di supporto o di
resistenza proiettate nello spazio prezzo – tempo, la tracciatura di
canali parabolici formati dall’uso congiunto di due evolventi paraboliche
fornisce una visione della reale evoluzione del mercato in osservazione
indubbiamente migliore di quella che si potrebbe ottenere mediante
l’impiego di canali lineari basati sull’utilizzo di due consuete
trendline.

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Evolventi paraboliche versus scala logaritmica (art. 6)

Un esame superficiale e sommario delle evolventi paraboliche può talvolta
indurre a considerarle quali curve che, tracciate su grafici con scala
lineare, presentano un’efficacia interpretativa della dinamica del mercato
a cui sono applicate corrispondente a quella evidenziata da comuni
trendline, applicate però a un grafico su scala logaritmica.

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