Facciamo seguito all’articolo precedente, in cui abbiamo trattato le
candlestick combinate con le linee di resistenza statiche, analizzando ora le candlestick abbinate alle linee di supporto statico, mostrandone subito alcuni esempi di immediata leggibilità.
Articoli con tag: storico
Errori di trading
Lo specialista del trading autore:Guppy Daryl vai alla scheda del libro » In un recente workshop a Shangai portai ad esempio uno dei miei ultimi trade. Si trattava di un trade sbagliato, ma il piano di trading prevedeva precise regole di uscita in grado di limitare al minimo la perdita del mio capitale. Il trade fallì e non…
Indicazione di obiettivi in aree “uncharted” dalle trendline (art. 19)
La caratteristica curvatura delle evolventi paraboliche consente in molte situazioni di fare affidamento
proprio sulle stesse nella individuazione di ragionevoli obiettivi di
tempo e di prezzo o, per essere più rigorosi, di obiettivi posti nello
Spazio Prezzo – Tempo, in zone che risulterebbero del tutto
“uncharted” o inesplorate ad una interpretazione con il solo ricorso alla
analisi chartistica lineare.
25. Candlestick e resistenze statiche
Iniziamo ora la serie finale degli articoli sulle candlestick, affrontando
la coesistenza tra candele giapponesi e indicatori occidentali. Anche se le
candlestick mostrano appieno la loro potenza con segnali a carattere
prevalentemente grafico e di breve termine, siamo convinti che il loro
abbinamento con gli indicatori occidentali non possa che rafforzare i
segnali stessi.
Conferma di obiettivi, supporti e resistenze (art. 18)
Un attento uso congiunto di trendline e di evolventi paraboliche non
sempre è finalizzato all’esclusiva individuazione dei momenti migliori per
intervenire sul mercato con apertura di nuove posizioni o di chiusura di
altre posizioni; in talune situazioni questo uso congiunto è altresì utile
per convincerci sulla robustezza di un movimento in atto al rialzo o al
ribasso sul quale semmai intervenire per crescere eventuali posizioni
aperte in passato.
La variabile o le variabili di Borsa
Quando analizziamo una serie storica dei prezzi di borsa la prima domanda che spesso ci poniamo è: da cosa dipende l’andamento grafico dei prezzi?
Battere e levare
Il trading on line si è evoluto molto velocemente negli ultimi dieci anni,
fino a raggiungere livelli eccellenti. Sembra preistoria, ma non è passato
molto tempo dal momento in cui per comprare un titolo era necessario
recarsi in banca o telefonare al promotore finanziario, che magari era
impegnato con un altro cliente, e ci acquistava la quantità di pezzi
richiesta solo dopo parecchi minuti. Con l’avvento del trading on line, a fine millenio, diventò possibile comprare e
vendere direttamente dal proprio computer di casa. La facilità di utilizzo
ottimizzava i tempi: con pochi click era possibile giungere a mercato.
Tuttavia i primi dati, tranne poche eccezioni, erano pochi e
approssimativi. Il book era ai più sconosciuto. Il solo modo per decidere
una tattica vincente era quella di affidarsi ai grafici, magari presi dai
settimanali più diffusi e conosciuti a livello nazionale. Pochi erano in
possesso di dati aggiornabili, non solo in tempo reale, ma anche giornalieri. Il
percorso per comprare un’azione restava spesso lungo. Prima si doveva
selezionare un paniere, quindi cliccare sul titolo prescelto, quindi si
apriva la finestra di acquisto. A questo punto era necessario riempire i
campi relativi al prezzo e alla quantità, molto spesso senza sapere se la
quotazione nel frattempo era cambiata. Dopo aver mandato l’ordine, si
apriva un’altra finestra di conferma: “Siete veramente sicuri di voler
acquistare 1.000 azioni Fiat al prezzo di 30,25 euro?”. Solo dopo questa
ulteriore conferma, nel giro di qualche secondo, l’ordine veniva immesso alla negoziazione. Per sapere se l’ordine era andato a buon fine era necessario
aprire la finestra del portafoglio e solo da qui era possibile vendere,
con la stessa lunga procedura appena descritta, la quantità eventualmente
acquistata. Lo short o “vendita allo scoperto” neppure si sapeva che cosa fosse
e così la leva finanziaria. Nel giro di pochi anni alcune banche e sim che
hanno puntato forte sul trading on line hanno reso disponibili piattaforme
più evolute. Hanno fatto la loro comparsa il book di negoziazione e alcuni
degli strumenti grafici, oscillatori e indicatori, fino ad allora
sconosciuti.
Gli ordini condizionati
Un altro caso classico, oltre a quello descritto nell’ultimo articolo, in cui si vedono scambi da una azione passare sul time&sales, vede protagonisti quegli operatori che vogliono far scattare gli ordini condizionati. Anche questo è un lavoro da professionisti del book. Sui titoli minori è possibile approfittare dello spread, spesso molto ampio, non solo tra…
Anni perdenti
Mi è stato recentemente chiesto se ho mai anni perdenti. Per rispondere
dobbiamo anzitutto cercare di capire in che modo qualificare un anno come
perdente. Per alcuni questo significa un anno in cui il mercato di Shangai
è crollato da 1800 a 1400 punti. Il presupposto in tal caso è che essendo
sceso il mercato anche i nostri risultati di trading lo abbiano fatto.
Gli scambi da una sola azione
Una delle domande ricorrenti è quale sia l’origine degli scambi da una
sola azione. Cosa ci sia dietro a un ordine di questo tipo è spesso
inspiegabile: alcuni pensano che siano dei segnali che gli operatori delle
sim si stanno scambiando, altri sostengono che siano degli errori di
digitazione, altri ancora che siano dimostrazioni dei promotori
finanziari. Più pragmaticamente ci sono delle ragioni specifiche che
portano a inserire questi tipi di ordini che risultano funzionali
all’operatività. Una di queste è quella di far scattare gli ordini
condizionati. Un’altra è quella di costringere a chi è posizionato nel
book a spostarsi di livello dovendosi accollare il costo di una nuova
commissione. Si tratta di un’operatività da veri professionisti del book.
Di seguito è commentato un esempio reale accaduto il giorno 24/5/2007. La
situazione di partenza è quella descritta in figura.
