Sistemi Gaiger

La quasi totalità delle metodologie adottate per il trading trova
fondamento e supporto su indicatori di vario genere strutturati in modo
“analogico”. Il momentum, primo stadio elementare di centinaia di
indicatori più complessi, genera, giorno per giorno, un segnale “continuo”
(da qui l’analogia con i segnali analogici) che varia in funzione di una
finestra dinamica scorrevole.

L’approccio qui proposto è invece di tipo “digitale” e genera segnali con
caratteristiche differenti sia in termini di ritardo temporale che di
affidabilità. Tengo a precisare che, pur essendo questo un sistema di
nuova concezione, parte nella sua stesura (e non potrebbe essere
altrimenti) da nozioni di analisi tecnica classica, per poi cercare di
sganciarsi dai sistemi noti.

Ma veniamo alla descrizione sommaria del sistema.

La dinamica del prezzo

La dinamica del prezzo può essere studiata (come noto) anche tramite
analogie con la fisica classica, in termini di velocità ed accelerazione.
Tali quantità a loro volta possono essere definite in vario modo, ma qui
viene scelto un approccio rigoroso.

La velocità è la variazione del moto nell’unità di tempo. Analogamente
potremmo definirla come la differenza di prezzo nell’unità di tempo.

Tale variazione, per essere stimata indipendentemente da fattori di scala,
deve innanzitutto essere rapportata ad una grandezza variabile con il prezzo
come una media mobile. Definiamo quindi la seguente analogia:

Velocità prezzo = Pista ciclica prezzo

Solo per fare un esempio, potremmo utilizzare la seguente pista ciclica:

P50 = Prezzo – Media Mobile Prezzo a 50 periodi

Per svincolarci ulteriormente da fattori di scala possiamo utilizzare una
versione normalizzata di tale indicatore:

    • Velocità = P50 normalizzata = (Prezzo- Media Mobile del Prezzo a 50

Periodi) / (Media Mobile del Prezzo a 50 Periodi)

L’accelerazione è definibile come la variazione della velocità nell’unità
di tempo, quindi:

Accelerazione = Pista ciclica della velocità

e sempre per fare un esempio didattico:

  • Accelerazione = Velocità – Media Mobile Velocità a 20 Periodi
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Immagine2

Altro attore del nostro sistema è un semplice indicatore di trend dato
dalla differenza aritmetica tra velocità normalizzata ed accelerazione
normalizzata:

 

  • Trend = Velocità – Accelerazione

 

 

Ritengo che questo sia un punto focale nello studio dei grafici. Sembra
esserci una inequivocabile dipendenza tra la posizione reciproca di
velocità ed accelerazione ed il trend di mercato.

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L’ultimo ingrediente analogico di cui abbiamo bisogno è rappresentato dai
volumi. Ne utilizziamo una versione normalizzata al controvalore così
ottenuta (codice MetaStock):

(VOLUME*CLOSE) /Mov((VOLUME*CLOSE),50,S)*100

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Ora concentriamoci sulla dinamica del prezzo. Possiamo definire una regola
da associare ai movimenti positivi:

Velocità > 0

Accelerazione > 0

Velocità > Accelerazione

Trend > Trend associato alla barra precedente

Velocità > Velocità associata alla barra precedente

Analogamente per i movimenti negativi:

Velocità < 0

Accelerazione < 0

Velocità < Accelerazione

Trend < Trend associato alla barra precedente

Velocità < Velocità associata alla barra precedente

Con questo semplice insieme di regole possiamo costruire un expert che ci
aiuti a capire meglio la nostra direzione.

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Quello che si evince facilmente è l’individuazione di un “clima” rialzista
o ribassista sul titolo in studio.
Ora veniamo al passo successivo. Come si potrebbe ottenere uno strumento
di misurazione automatica di questo clima positivo o negativo?

Ad esempio potremmo ingabbiare lo strumento finanziario in una finestra
scorrevole di n periodi (ad esempio 10) e calcolare una sorta di
statistica all’interno della finestra stessa. Se ad esempio misuro che
all’interno della finestra scorrevole compaiono 4 barre di clima
rialzista, il mio indicatore varrà 40, ossia indicherà che il 40 % delle
barre all’interno della finestra scorrevole indicano un potenziale clima
rialzista. Quindi, come un contatore geiger, tale strumento misurerà la
percentuale di campioni “attivi” all’interno di una finestra di
misurazione.

Chiameremo tale indicatore “GAIGER SPEED UP”.

Analogamente potremo fare una misura analoga nel caso di “clima
ribassista”. Chiameremo tale indicatore “GAIGER SPEED DOWN”.

Infine utilizziamo un approccio simile per i volumi. Applichiamo una
finestra scorrevole analoga (10 periodi) e contiamo percentualmente
l’attività sul titolo in termini di percentuale di barre nella finestra i
cui volumi siano superiori alla media (che nel nostro caso vale 100).
Chiamiamo tale indicatore “ACTIVITY FACTOR”.

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Immagine7

In verde abbiamo indicato il GAIGER SPEED UP, in rosso il GAIGER SPEED
DOWN ed in blu l’ACTIVITY FACTOR.

È possibile evidenziare sia le “onde di volume” caratteristiche delle
fasi di accumulazione e distribuzione sia il semplice disinteresse sul
titolo.

Le interpretazioni di questi tre indicatori possono essere molteplici, ma
rappresentano senza dubbio il tentativo di un approccio nuovo che trae la
sua forza dalla “digitalizzazione” del problema del trend. Siamo partiti
da grandezze analogiche per costruire indicatori digitali di sentiment
tecnico.

Il passo successivo è la costruzione di veri e propri trading system
basati su tale metodologia. Le possibilità sono sostanzialmente
illimitate.