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GUIDE - Per chi inizia
Barre a Volume Costante (Constant volume bars)     25/06/2007
- Antonio Lengua

Il mio primo tentativo di inglobare nella classica analisi tecnica l'analisi dei volumi mi ha portato a studiare le Barre a Volume Costante – BVC (o Constant Volume Bars CVB).

È stato questo il risultato finale di una serie di studi rivolti a sganciarsi dalla rigida divisione temporale nella lettura del mercato: ho esaminato Point and Figure, Renko, e altri sistemi chartistici che prescindono dalla scansione temporale.

Un buon proxy iniziale, in assenza di volumi precisi, è stato il grafico a tick costanti, le cosiddette "tick-volume bars" (ossia barre aventi lo stesso numero di trade), ma rispetto a queste le CVB sono molto più precise: infatti non tutti i price provider trasmettono lo stesso numero di trade (molti trade allo stesso prezzo vengono compattati e trasmessi come un unico trade). Il volume progressivo invece, usato per costruire le CVB, è un dato obiettivo. Il metodo di costruzione delle CVB è piuttosto semplice: ogni x lotti scambiati (invece che ogni y minuti) viene costruita una nuova barra.

Questa correlazione ai volumi trattati invece che al tempo, più che una semplice metodologia alternativa per creare le barre, è proprio una filosofia diversa nel leggere i chart.

Mercati caotici come quelli finanziari sono sempre stati letti organizzati in serie temporali. Tuttavia le rotture dei range scatenano delle improvvise volatilità di prezzi e di volumi che non vengono pienamente colte da una scansione meramente temporale dell'avvenimento: come confrontare una barra a mezzora prima di un dato cruciale, in cui il mercato sta assolutamente fermo e non scambia niente, con la barra a 30' immediatamente successiva, in cui il mercato scambia volumi enormi e i prezzi schizzano? Perché un indicatore/oscillatore deve pesare nello stesso modo le due barre, quando invece rivestono un'importanza totalmente diversa? Usare barre temporali comporta un forte inquinamento dei dati proprio per questo peso uguale che viene dato a price action totalmente diverse.

Non essendo legato a variabili temporali, il CVB filtra i periodi con basso volume, condensandoli in poche barre, mentre dà molto rilievo ai periodi con elevato volume, riservando loro un numero di barre elevate.

Lo sganciarsi dall'orizzonte temporale presenta notevoli vantaggi: se seguo un segnale basato su un orizzonte temporale - che venga da un tradingsystem, o da un indicatore o da una trendline -, coerenza vorrebbe che - arrivato il segnale di entry - aspettassi a fare il trade sulla chiusura della barra: il close della barra purtroppo non si adegua invece alla volatilità di mercato, e il trade potrebbe essere effettuato quando il movimento ha già accelerato. Nel caso di CVB invece, l'intensificarsi del numero di barre permette un timing di entry decisamente più preciso.

Il nuovo concetto di relazione prezzo-volume

Si viene a identificare una vera e propria relazione tra volumi trattati e movimento del mercato e confrontando la dinamica di un trend di prezzo e il sottostante trend direzionale dei volumi, si possono coglierne omogeneità o divergenze.

Tutto il bagaglio di pattern e di indicatori dell'AT tradizionale può essere utilizzato sulle CVB: trendline, figure di continuazione e reversal ecc. possono trovare delle nuove interessanti letture usando le CVB. Il fatto inoltre che questo sistema di barre sia praticamente sconosciuto rende le indicazioni che esso fornisce davvero "genuine" e realmente non manipolabili. L'importante è capire che non si mette più in relazione il prezzo con il tempo, ma con il volume. Per esempio un segnale di ipercomprato non significa che il prezzo è salito troppo in relazione al tempo trascorso, ma in relazione ai volumi scambiati: quindi il movimento potrebbe essere molto rapido (segnalando quindi un ipercomprato su scala temporale) ma se il movimento venisse fatto con ampi volumi l'ipercomprato potrebbe non esistere! Dall'altra parte un movimento molto lento temporalmente ma fatto in assenza di volumi potrebbe indicare una situazione di ipercomprato sulle CVB che invece non è presente sulle barre temporali.

Sistemi tradizionalmente usati come le medie mobili possono dare informazioni interessantissime: intorno ad una media mobile calcolata sulle CVB, sarà più facile creare delle fasce che contengono il movimento e studiare statisticamente la deviazione standard: anche i trend più verticali, rivenienti da enormi flussi che si riversono sui mercati, infatti restano contenuti in queste fasce, dato che allo stesso tempo questi flussi generano molti volumi, quindi molte nuove barre in un tempo molto ridotto e la media riesce cosi a adattarsi rapidamente ai prezzi. Io uso molto un livello di overshooting calcolato statisticamente sugli ultimi 500.ooo tick: questo definisce delle fasce che, una volta toccate generano segnali di vendita o acquisto.

Sviluppo di trend in base al rapporto prezzo/volume

Analizzare l'angolazione di un movimento di borsa non è una novità: Gann l'ha già fatto molti anni fa. Tuttavia definire l'angolazione di una trendline non è cosa scontata e lascia spazio a dubbi, dato che in ascissa e ordinata non ci sono le stesse grandezze ma x e y sono totalmente diversi.

Mentre nel caso delle barre time-spaced una trendline significa che ogni x minuti il prezzo si muove di y punti (la TL lega l'andamento del prezzo ad una scansione temporale), nel caso delle CVB (constant volume bars), invece viene correlato il movimento del prezzo ad uno scambio di volumi: ogni barra, ossia x lotti trattati, il prezzo si muove di y punti.

Stanti queste premesse, ho preso un chart del DAX recente (contratto giugno 07) fatto usando le barre a volume costante (ogni barra sono 400 lots) e ho disegnato per prima la trendline verde.

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Questa VERDE ha la caratteristica che ad ogni barra (ossia a ogni 400 lots trattati), il prezzo sale di 0.14 punti: il punto di partenza è il minimo 6423, toccato il 14-03-07 alle 17.55. Alla barra successiva la trendline sale a 6423.14, poi 6423.28 , e cosi via.

Partendo dallo stesso punto, ho disegnato le altre trendline: il processo è identico alla prima ma invece di sommare 0.14, ho sommato 0.13, 0.12, 0.11, 0.10, 0.09, 0.08, 0.07, 0.06, ottenendo delle inclinazioni ridotte di 0.01 ogni volta. Le trendline che vedete disegnate sul grafico sono fatte in questo modo molto semplice. È inutile commentare la gialla, o la rossa.

Nei prossimi articoli , esaminerò altri aspetti dello studio dei mercati attraverso i volumi

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