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GUIDE - Per chi inizia
Lezione 12 - La gestione delle tabelle     04/11/2006
- Alessandro De Simone

Chi è alle prime armi, nel settore del trading, non è abituato a usare i programmi professionali specifici. Dal momento che questo ciclo di lezioni è espressamente dedicato a chi inizia, vedremo questa volta di affrontare un problema molto sentito: l'importazione di dati in un foglio di Excel allo scopo di sottoporli a elaborazioni successive o per creare grafici personalizzati. In questa lezione prenderemo pertanto in esame casi frequentemente incontrati nell'importazione di dati; in particolare studieremo:

  • come importare dati finanziari dai tabulati pubblicati su Internet;
  • come gestire file memorizzati in formati apparentemente inutilizzabili.

Trading su Internet

Per chi ancora non lo sapesse, ricordiamo che Internet è una miniera di dati, tabelle, grafici e notizie attinenti al settore del trading. Numerosi sono i siti – anche in italiano – che mettono a disposizione gratuitamente dati di ogni tipo (azioni, fondi di investimento, valute, eccetera) di ogni mercato mondiale.

Nei nostri esempi faremo riferimento al sito di Yahoo!, al quale ci si può collegare facendo un semplice clic sull'indirizzo http://it.finance.yahoo.com. Il lettore si accorgerà come sia semplice reperire informazioni, soprattutto se ci si iscrive (gratuitamente) al servizio offerto. La figura 1 riproduce un estratto della tabella del NASDAQ: in alto vi sono le classiche intestazioni (Data, Apertura…) mentre in basso la tabella si conclude con riferimenti alla pagina precedente, alla successiva oppure al download della tabella stessa.

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Figura 1

Prima di continuare ricordiamo che i problemi che si possono incontrare nel gestire dati numerici in ambiente Windows (quindi, non solo in Excel, ma anche in calcolatrici virtuali e programmi di calcolo in generale) sono di due tipi: il primo è legato al formato dei dati originali mentre il secondo è legato alla configurazione specifica del computer su cui si opera.

In Italia – e quindi sui programmi di tipo Office italiani o localizzati in italiano – il segno decimale è rappresentato dalla virgola, mentre l'eventuale "facilitatore" di lettura per le migliaia è rappresentato dal punto. Per indicare la quantità duemila trecento venti virgola 55 centesimi, in Italia scriviamo…

2320,55 oppure 2.320,55

…mentre nei paesi anglosassoni potremmo trovare…

2320.55 oppure 2,320.55

Inutile dire che, all'interno del computer, quel particolare numero sarà sempre rappresentato dal medesimo insieme di byte: la sua rappresentazione (o, se preferite, il suo "aspetto" formale) viene invece determinato aggiungendo virgole e punti in accordo con le consuetudini del Paese in cui il PC è localizzato.

In conseguenza di quanto affermato, se usate una versione italiana di Excel e scrivete 2,350.55 (cioè invertendo il punto con la virgola e viceversa), il programma segnalerà un errore. Tale considerazione può essere utile, tra l'altro, per comprendere il motivo della segnalazione di errori, apparentemente inspiegabili, quando digitate valori numerici su un computer non localizzato in italiano.

Da Internet a Excel

Quando vi imbattete in un sito che visualizza tabelle, effettuate questo semplice esperimento: dopo aver individuato la selezione di celle che vi interessa, cliccate sulla prima cella in alto a sinistra, quindi trascinate il mouse nell'ultima cella in basso a destra, stando bene attenti a non coinvolgere, nell'operazione di trascinamento, banner, immagini o altri "oggetti" estranei alla tabella.

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Figura 2

A questo punto – e stando bene attenti a non "uscire" dall'area selezionata – premete il tasto destro del mouse e selezionate "Copia". Visualizzate ora Excel, create un foglio nuovo, cliccate sulla prima cella (A1), quindi premete il tasto destro del mouse e selezionate "Incolla". È probabile che siate fortunati: verificate che la tabella riprodotta corrisponda effettivamente a quella visualizzata sul web, assicuratevi che i numeri sino realmente numeri (potrebbero infatti essere identificati come semplici etichette) e soprattutto accertatevi che i valori numerici siano realmente gestibili: effettuate un paio di moltiplicazioni (e controllate la coerenza del risultato), assegnate il carattere di valuta (tasto destro, formato celle, valuta, simbolo) o altre prove similari. Possiamo assicurarvi che le tabelle prelevate da Yahoo! non presentano problemi, ma potrebbe capitarvi di visitare siti americani abituati a pubblicare tabelle diversamente configurate.

Per affrontare quest'ultimo problema, vi suggeriamo di collegarvi al sito citato di Yahoo! e di scaricare (figura 1, nell'ovale in basso) una delle tabelle disponibili nel formato CSV (iniziali di Comma Separated Values, cioè "valori separati da virgole"). Si tratta di un formato particolare che concatena dati tra loro e li ordina per righe. Come ora vedremo, tale formato non è utilizzabile direttamente, ma permette la conversione verso (quasi…) un qualunque altro formato, a patto di seguire con attenzione una semplice procedura.

Da CSV al foglio elettronico XLS

Dopo aver scaricato il file in formato CSV, individuatelo nella cartella in cui l'avete salvato e apritelo con Excel. Potete notare che la tabella viene importata, ma con la particolarità di ospitare un'intera riga in una singola cella.

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Figura 3

Se ciò non bastasse, confrontando tra loro le figure 1 e 2 noterete alcune incongruenze. Anzitutto l'intestazione della tabella (Data, Apertura, Massimo…) è ora presente in inglese (Date, Open, High…); tale incongruenza però è solo apparente: di solito i file disponibili sul web sono caratterizzati da un solo formato, ovviamente coerente con la nazione di partenza (gli USA, nel nostro caso). Le tabelle che compaiono su Internet (figura 1) di solito vengono automaticamente localizzate da apposite procedure informatiche. Ma torniamo alla figura 3: la separazione tra i vari campi (Date, Open, High…) è segnalata dal carattere virgola (,). Il carattere che nella figura 1 facilitava la lettura del dato (cioè il punto delle migliaia) è scomparso; il separatore decimale, che in figura 1 appariva raffigurato dalla virgola, è diventato un punto.

Vediamo quindi i passi da compiere per convertire lo spreadsheet in un foglio realmente utilizzabile. Dopo aver caricato il file con il suffisso CSV, salvatelo utilizzando "File/Salva con nome" e selezionando, come "Tipo di file", il formato "Testo Unicode". Premete il tasto "Sì" alla richiesta di conferma: in linea di massima – almeno nei casi più semplici – l'eventuale perdita delle caratteristiche cui accenna la finestra che compare subito dopo (figura 4) non sono importanti.

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Figura 4

Chiudete il file CSV e aprite invece quello che avete memorizzato in precedenza nel formato Unicode (con suffisso TXT, tanto per intenderci). Stavolta Excel ha bisogno di alcune precisazioni, che forniremo in tre passaggi successivi. Nel primo di questi (figura 5) occorre specificare il tipo di dati che verranno sottoposti a elaborazione. Dal momento che sappiamo che ogni riga è costituita da un gruppo di dati separati tra loro da un ben preciso carattere separatore (la virgola) selezioneremo "Delimitati" nella sezione "Scegliere il tipo di file che meglio si adatta".

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Figura 5

Nella seconda parte della finestra ("Inizia a importare dalla riga…") dobbiamo specificare la prima riga che rappresenta la nostra tabella: Excel non può infatti sapere a priori se la prima riga è un'intestazione; inoltre la tabella potrebbe contenere dati per noi interessanti a partire non dalla prima, ma dalla decima … (centesima...) riga. Nel nostro caso possiamo lasciare inalterato il valore 1, così come "Windows ANSI" nella sezione "Origine file". Nella parte inferiore della finestra compare l'anteprima dell'impostazione compiuta. La pressione del tasto Avanti visualizza il secondo dei tre passaggi (figura 6).

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Figura 6

Per default il delimitatore è la tabulazione, ma sappiamo benissimo che nel nostro caso è la virgola. Apponendo il segno di spunta in corrispondenza della virgola noterete, nell'anteprima, una prima suddivisione in colonne dei vari dati. Premendo "Avanti" comparirà la terza (e ultima) finestra che permette di assegnare impostazioni diverse a ciascuna delle colonne. Nella parte inferiore che contiene l'anteprima, cliccate sull'intestazione della prima colonna, che si riferisce alle date: potete selezionare il formato desiderato dal menu a discesa (figura 7). Le colonne rimanenti sono numeriche e rappresentano tutte valute, ad eccezione di quella denominata "Volume", che si riferisce al volume degli scambi.

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Figura 7

Occorre comunque indicare a Excel che in tali colonne il separatore decimale eventualmente presente – rappresentato da un punto – deve essere convertito in una virgola. Per ottenere tale scopo, anzitutto assicuratevi di aver selezionato "Generale" come "Formato dati per colonna", quindi selezionate contemporaneamente l'intestazione delle sei colonne (figura 8) prima di premere il pulsante "Avanzate". Nella finestra che compare selezionate il punto come separatore decimale.

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Figura 8

Precisiamo che occorre indicare il separatore così come compare nello spreadsheet importato e non come lo desideriamo noi: la conversione verrà infatti compiuta subito dopo aver premuto il pulsante "Fine" (figura 9). A questo punto personalizzate i dati in tabella. Potete per esempio impostare il carattere valuta (controllate, però, se i dati rappresentano dollari, euro o sterline!) e adattare la larghezza delle colonne in modo da evitare la conversione automatica nel formato scientifico (figura 8, sullo sfondo).

Al termine, non dimenticate di salvare il file con "File/Salva con nome", assegnando il classico formato XLS che contraddistingue il formato Excel.

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Figura 9

Elenco delle lezioni precedenti

Nonostante ogni lezione sia autonoma e indipendente, si consiglia di consultare i vari interventi nell'ordine indicato qui di seguito. Lo scopo è ovviamente quello di comprendere il modo di operare di Excel, a mano a mano che sono state descritte le varie funzioni.

Lezione 1 - Prima di iniziare

Lezione 2 - Portafogli, indici e semplici calcoli

Lezione 3 - Le medie – prima parte

Lezione 4 - Le medie – seconda parte

Lezione 5 - Breakeven Point – prima parte

Lezione 6 - Condizioni e formattazioni - prima parte

Lezione 7 - Previsioni personalizzate

Lezione 8 - Composizione di messaggi

Lezione 9 - Dati ciclici nelle tabelle

Lezione 10 - Le medie - terza parte

Lezione 11 - Il Break even point - seconda parte


Alessandro De Simone

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Come esplicitamente affermano gli autori nell’introduzione, 'Lo sco...  [segue]

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