Molte persone entrano in un trade e poi non seguono una corretta strategia di stop loss per ridurre i rischi e gestire la dimensione delle posizioni. È sempre utile, anche per un trader esperto, rivedere la propria strategia per prevenire le perdite.
Da molto tempo so che la grande maggioranza dei profitti
che faccio derivano dalla mia disciplina di uscita dai trade. Molte
persone pensano che - poiché io sono trader da molti anni - i miei
successi sui mercati derivino dalla ricerca, o che l'esperienza sia il mio
vantaggio. È vero: sapere molto su come i mercati funzionano aiuta a
scegliere i trade, ma questo contribuisce in misura secondaria ai guadagni
nel tempo. La maggior parte dei guadagni deriva dal prendere i profitti
quando ci sono. Sapere in anticipo quanto profitto ci si può aspettare da
un trade è - nel caso migliore - una supposizione. È impossibile prevedere
il profitto con precisione.
Per questo utilizzo frequentemente il trailing stop per uscire da un trade. I fondamenti del trailing stop sono piuttosto semplici da comprendere e attuare. Per prima cosa, si deve conoscere il prezzo estremo che è stato raggiunto mentre si è in un trade. Su quella base, si utilizza uno stop che protegga almeno il 50% di quel profitto, e si muove lo stop seguendo il mercato.
E dove si piazza uno stop loss iniziale, per proteggersi da eventuali perdite? Questa è una delle domande che più frequentemente mi vengono poste. La risposta migliore che posso dare è: oltre a utilizzare uno stop monetario, è fondamentale utilizzare anche uno stop di tempo. Sono due strategie di base che possono essere predisposte in anticipo per rendere le perdite più automatiche (e quindi meno emotive).
Stop loss basato sul prezzo
La maggior parte dei trader è abituata a stop basati sul prezzo (benché
non tutti li rispettino!). Io utilizzo stop basati sui prezzi come ultima
risorsa in situazioni perdenti, quando lo stop di tempo non mi fa uscire
da un trade.
Io vedo ogni trade come un'ipotesi. Se, ad esempio, sto comprando il future S&P basandomi su un grafico a 5 minuti, è perché ho identificato un potenziale punto di minimo relativo in quel mercato. Posso piazzare un ordine di acquisto utilizzando quel minimo precedente come il mio punto di stop. Ho ipotizzato che il minimo precedente sia importante e che da qui stia partendo un movimento al rialzo. Se il mercato ritorna a quel minimo precedente, la mia ipotesi non è supportata dai fatti e devo chiudere l'operazione.
Un elemento chiave per far funzionare gli stop basati sui prezzi è di definire segnali di entrata vicini ai punti ipotizzati di massimo e minimo, in modo che le perdite non siano eccessive se l'ipotesi non si verifica. Su trade a breve termine, ciò significa che esamino grafici a un minuto e a 5 minuti. Mantenere la dimensione delle perdite molto più piccola del guadagno medio è essenziale per rendere il sistema redditizio!
Stop loss basato sul tempo
Il secondo approccio allo stop loss utilizza il tempo. Un sistema con cui
io opero nello S&P è stato costruito su periodi di 10 minuti. Se
l'obiettivo di profitto non viene raggiunto in un periodo di tempo
stabilito, io esco dal trade anche se il mio stop di prezzo non è stato
toccato.
La logica dello stop di tempo è la seguente: l'entrata in un trade si basa su un'analisi di precise condizioni di mercato e di segnali di ingresso. Se tali condizioni non si verificano velocemente significa che le ipotesi di partenza non sono più valide. Precise tecniche di entrata, combinate con lo stop basato sul tempo, danno risultati eccellenti.
Gli stop, oltre essere la base dei profitti, possono essere utilizzati come uno strumento psicologico per costruire la disciplina richiesta ai trader di successo. È indispensabile definire, verificare e rispettare gli stop. Una perdita pianificata è accettabile: i soli veri insuccessi sono quelli che avvengono al di fuori di un piano. I trader di successo pianificano le perdite, i trader perdenti non pianificano!
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